Prova su strada Lexus CT 200h

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Ciao a tutti

Era  da anni che seguivo gli sviluppi della media inferiore di Lexus, fin da quando avrebbe dovuto essere la versione “compact” della IS e quindi con la trazione posteriore e una caratterizzazione quasi sportiveggiante.

In questi anni sono cambiate tante cose e quando quest’auto è diventata realtà si è trasformata in qualcosa di diverso e con una motorizzazione ibrida decisamente votata alla riduzione delle emissioni (valore dichiarato 89g/km di CO2), piuttosto che al piacere di guida tradizionale e sportiveggiante. I “maligni” dicono che la nuova Lexus CT 200h sia una “Prius di lusso” e questo traspare già dalle prime prove su strada che si possono leggere in rete e sulla stampa sia internazionale che nazionale.

Ovviamente ho letto queste recensioni e ammetto di essere partito prevenuto, non tanto per il confronto con la Prius, quanto per il fatto che insieme alla nuova Lexus CT che ha una gamma che parte da 28.500 Euro, è anche disponibile la nuova Toyota Auris 1.8 HSD che ne è quasi il clone meccanico e costa da 22.051 Euro, cioè circa 6.000 euro meno.

Quindi la domanda che mi sono posto subito è: la nuova CT regge il confronto con le sue concorrenti dirette, cioè le compatte Premium automatiche Audi A3 SportBack 1.2 TFSI e BMW 116i 5p che ovviamente hanno consumi nettamente maggiori a fronte di prestazioni similari? La risposta non è univoca e dipende da cosa si cerca in auto in base alla propria indole personale.

Lasciando da parte il discorso puramente estetico e funzionale dell’auto già affrontato nell’articolo relativo alla presentazione Italiana della Lexus CT 200h va chiarito subito, giusto per fare un esempio chiaro, che il livello qualitativo della vettura è a livello di eccellenza nel segmento e solo l’A3 può reggere il confronto, mentre la BMW è decisamente più semplice e meno “appagante”, ma si rivolge a un altro pubblico che preferisce le sensazioni che l’auto dà dal “sedere” in giù.

Quindi si elimina subito la concorrente di Monaco. Ma se vi interessano di più le sensazioni dal “sedere” in su allora lo scontro è frontale fra Audi e Lexus. Non solo dal punto di vista della qualità costruttiva e delle sensazioni, ma anche da quello del target e posizionamento commerciale. Ho accennato prima alla Toyota Auris e alla differenza di prezzo con la Lexus CT e l’ho fatto non a caso, ma perché circa 6.000 euro è la differenza che corre fra una VW Golf e una Audi A3 di parità di motorizzazione e piattaforma. Questo è un dato importante per fare capire che alcune critiche e preferenze sulla stampa forse sono state un pò strumentali perché per coerenza andrebbe criticato allo stesso modo l’uso dei brand che fa il Gruppo VW e non solo il Gruppo Toyota.

E’ quindi con tutte queste riflessioni nella mente e tenendo ben presente la mia esperienza di guida della Toyota Prius che premo il tasto di avvio della Lexus CT. Ovviamente non succede nulla se non l’accensione della completissima e scenografica strumentazione. Il tempo di regolare il comodo sedile e il volante in una posizione quasi sportiveggiante, cioè bassa e allungata, e via in retromarcia assistita dalla videocamera esterna. Ovviamente senza rumori o sussulti perché si parte in modalità elettrica se le batterie sono già cariche. E’ un altro mondo, è un altro viaggiare. Chi ha una vettura ibrida lo sa e sa che non si possono fare confronti. O piace, O non piace… o lo si accetta o no, senza mezze misure.

Mi avvio e mi immetto nel traffico, l’auto è nella modalità Econ e tutto è molto morbido, ovattato e il susseguirsi dei cicli di accensione o spegnimento del motore a benzina avvengono più perché lo dice la strumentazione che visualizza tutti i flussi energetici delle varie componenti a combustibile o elettriche, che per un’effettiva variazione di rumorosità o risposta del pedale dell’acceleratore. Luce azzurrina della strumentazione aumenta la sensazione di eterea impalpabilità e intangibilità dal chiasso e fragore di giri e di ticchettio di nafta del resto del circolante. Il clima automatico perfetto e silenzioso, l’impianto audio di alto livello, le finiture e i sedili in pelle contribuiscono a questa sensazione di essere su un auto di categoria superiore.

Diventa quasi una sfida riuscire a viaggiare il più possibile in modalità solo elettrica con la spia verde EV ben vista e la luce del cruscotto azzurro-relax ed è in queste situazioni che l’auto da il meglio di sé ed è appagante e si ha la precisa sensazione di possedere e guidare un oggetto ben diverso dalla massa. Le sospensioni non ha taratura variabile sono morbide, ma non cedevoli e questo rende l’auto ben stabile e salda anche nelle curve e rotonde prese ad andature un pò più “allegre”. L’auto e la sua taratura danno quindi l’impressione di poter reggere ben di più di 136cv complessivi e questo, forse, è l’unico vero problema della Lexus CT.

E’ tutto perfetto, praticamente senza concorrenti, quando si viaggia in relax, ma tutto diventa troppo lento, quasi in affanno, se si cercano di spremere le prestazioni. Sulla carta l’auto è data per un scatto sullo 0/100 in 10,3 secondi che su una massa di 1370kg con 136cv danno già l’idea che è decisamente più lenta di circa un secondo delle sue concorrenti A3 e Serie 1 con 100Kw.

Mettendo l’auto nella modalità sport l’acceleratore diventa più pronto, lo sterzo più sensibile, la strumentazione diventa rossa e appare il contagiri, ma il risultato è più “tattile” che fisico perché la prestazione va cercata con una certa insistenza e la trasmissione E-CVT (Electronic-Continuosly Variable Trasmission) dimostra chiaramente di non essere progettata per questo tipo di utilizzo “sportiveggiante”. Il variatore continuo fa salire di giri il motore in un modo quasi del tutto slegato dall’effettivo aumentare della velocità creando uno spiacevole effetto elastico e tutto quello che prima circondava la CT e sembravano dei dinosauri, adesso diventa scattante e agile come lepri in fuga. Insomma, è come voler far correre su una pista di atletica una campionessa di ginnastica artistica. Non è il suo genere, è inutile.

Ben presto, e credo sarà cosa comune di tutti gli acquirenti di quest’auto, si mette la mano sulla manopola della scelta del settaggio e si riporta tutto in Econ e si torna a godere di altre cose, di altre coccole che rendono la Lexus CT un’auto molto ben definita e specifica. Di fatto l’utenza è quella di chi vuole una Prius, ma di un certo livello e pregio, ed è perfettamente conscio di portarsi a casa un’auto ibrida con tutti i pregi e i difetti di questo tipo di motorizzazione nel segmento delle medie. Quindi in un mondo di auto tutte uguali e di concorrenza serrata c’è ancora qualche prodotto talmente particolare da non essere facilmente catalogabile e assimilabile alle altre. Al momento nessuna segmento C Premium è come lei: sta all’utente decidere se questo è un pregio o un difetto.

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