(AutoBlog) Lexus Ct 200h, la prova

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Lexus Ct 200h è il modello Lexus, prima vettura Full Hybrid del segmento C-Premium, che sarà disponibile dal 12 Marzo presso i concessionari. In questo momento siamo a Lisbona, dove la stiamo mettendo alla prova su strade urbane ed extraurbane per un interessante primo contatto.
La linea discreta ed elegante è frutto del design L-Finesse, realizzato totalmente nel Centro Studi in Giappone e contribuisce all’ottimo Cx di 0,28. La linea di cintura alta e le evidenti nervature della carrozzeria rendono un’idea di estremo dinamismo. Il lunotto posteriore con integrato lo spoiler completa il profilo dinamico della fiancata. La griglia anteriore in perfetto stile Lexus dona alla vettura un frontale potente e caratterizzante, che trasmette una sensazione di grande reattività dinamica oltre che di robustezza.
Alla scoperta del Full Hybrid: la Lexus Ct 200h è un’auto dalla vocazione ambientale, senza per questo dover accontentarsi di bassi standard qualitativi. Forte dell’esperienza maturata negli anni, ricordiamo che la RX 400h venne presentata nel “lontano” 2005, oggi Lexus propone un’automobile capace di una efficienza dei consumi pari a 3,8 l/100 km, emissioni di CO2 di soli 87 g/km, emissioni di NOX di soli 3 mg/km ed emissioni di particolato pari a zero. Non si tratta di quisquilie: questi valori permettono a Lexus di definire questa come la “cleanest car in the world”.
La Trazione Ibrida
Ciò che rende CT200h un modello decisamente fuori dal comune, è la trasmissione Full Hybrid frutto dell’unione e del funzionamento sinergico di due motori. Da una parte abbiamo un motore termico, ovvero il motore benzina 1.8 VVT-i ciclo Atkinson da 99 Cv, dall’altro un potente motore elettrico da 6o KW. Quest’ultimo è in grado di supportare costantemente il motore benzina ma anche, visto il suo potenziale, di fornire trazione alla vettura in autonomia. Ed è qui la differenza sostanziale tra la tecnologia “Full Hybrid” rispetto alla “Mild Hybrid”, dove motore elettrico ha l’unica funzione di assistere il motore a benzina. Parlando in particolare del motore elettrico, questo è composto da 2 elementi principali: il primo svolge una funzione di motore vero e proprio mentre il secondo provvede alla produzione di energia (nelle fasi di ricarica) e funge anche da motorino di avviamento.
La combinazione dei due propulsori è particolarmente vantaggiosa. Da una parte il motore termico ciclo Atkinsos che abbiamo avuto modo di sperimentare come fluido e silenzioso, dall’altra un potente motore elettrico in grado di erogare istantaneamente tutta la sua coppia. La potenza combinata risultante dall’unione dei due motori è di 136 CV ed i consumi nel ciclo combinato sono pari a 3,8 L/100Km con un’accelerazione dichiarata 0-100Km/h pari a 10,3 sec.
Grazie alla propulsione ibrida la vettura in partenza ed alle basse velocità è alimentata dal solo motore elettrico. Questo consente una grande fluidità ed un’inaspettata silenziosità. C’è inoltre da sottolineare che, quando si parte da fermi, è possibile utilizzare la modalità “EV”, ovvero utilizzare unicamente il motore elettrico con una autonomia di circa 2 km. Quest’ultimo viene attivato grazie alla corrente immagazzinata nel pacco batterie al nichelmetallidrato da 201 V.
Non solo: il motore elettrico viene alimentato con una corrente massima di 500 V in caso di modalità di guida “Eco” e “Normal”. Tuttavia la tensione di alimentazione può arrivare al suo massimo (650 V) in caso di piena accelerazione o di modalità di guida “Sport”. Quest’ultima consente inoltre una risposta più immediata agli impulsi di accelerazione per consentire le massime prestazioni.
Durante la guida, appena necessario, il motore a benzina viene avviato istantaneamente e senza alcuna esigenza di interazione da parte del guidatore per consentire l’erogazione della potenza richiesta. A velocità di crociera il motore a benzina è quello che fornisce gran parte della trazione con il motore elettrico che svolge un compito di supporto. In caso di forte accelerazione sia il motore elettrico che quello a benzina forniscono il massimo della loro potenza.
La generazione di energia elettrica per assicurare sempre carica sufficiente alla batteria può avvenire in due modi; tramite la frenata rigenerativa o grazie al supporto del motore termico. Nel primo caso, durante ogni decelerazione e frenata, il motore elettrico, trascinato dall’inerzia delle ruote, genera corrente che viene immagazzinata dalla batteria. Nel secondo caso è invece il motore termico, che provvede ad alimentare il motore elettrico produttore di energia.
Ulteriore vantaggio della propulsione ibrida di CT 200h è senza dubbio lo spegnimento del motore a benzina sia durante le soste (traffico o semaforo) sia nelle fasi di retromarcia. Anche questo, che potrebbe essere considerato un dettaglio ma che secondo noi non lo è, contribuisce all’abbattimento delle emissioni.
La guida è gestita, come da tradizione Lexus Hybrid Drive, tramite una trasmissione “E-CVT” a controllo elettronico, che simula l’effetto di un cambio a variazione continua consentendo un’accelerazione progressiva e molto fluida. Il comando del cambio è di tipo “shift by wire” che consente un funzionamento rapido ed affidabile.
In questo post abbiamo volutamente focalizzato la nostra attenzione sul sistema ibrido, perchè è un argomento che sicuramente nei prossimi mesi sarà oggetto di interesse da parte di un pubblico che dimostra sempre più curiosità e considerazione ai temi ambientali.
Nel prossimo post uno sguardo più approfondito sugli interni, sistemi informativi di bordo compresi, e le impressioni di guida. Per quanto riguarda i prezzi, viene confermato il listino prezzi Lexus CT200h pubblicato lo scorso Novembre.

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